Terra e Cibo a “La tua isola”

Dopo i lavori di preparazione del terreno, a Besate può iniziare il percorso di orticoltura con persone immigrate richiedenti asilo presso “La tua isola”.

A guidarlo è l’agronoma Sara Petrucci. Ecco come lei stessa racconta la prima giornata di attività all’inzio di luglio.

I ragazzi coinvolti nel percorso di orticoltura sono cinque: El Karim, Adamà, Mohammed, Iaia e Issa. Sono tutte persone che adesso potrebbero anche trovare un vero lavoro, in quanto in possesso dei regolari permessi.

Adesso che l’appezzamento è sgombro se ne può valutare la superficie. Si tratta di 50 mq, circa 7 metri x 7, che non sono molti, ma comunque sufficienti per realizzare un orto durante i tre incontri che abbiamo previsto.

La prima cosa da fare stamani è completare le pulizie, eliminando le pietre rimaste sul terreno e qualche rifiuto ancora presente, oltre a molte radici di gramigna.

A disposizione ci sono 2 nuove vanghe, 2 zappe e un rastrello. Mostro loro come si usano per pochi minuti che sono loro sufficienti per essere autonomi. Si mettono infatti all’opera di buona lena, favoriti dall’ombra del muro confinante.

Il terreno sembra avere una struttura piuttosto sciolta, non difficile da vangare.

Sarà necessario incorporare un po’ di concime organico, che Stefania ancora non è riuscita a trovare.

[citato dal blog di sociabusinessworld]

 

Tra le finalità della componente di agricoltura sociale del progetto Terra e Cibo, in particolare nei confronti degli immigrati, c’è anche l’impiego della terra e del cibo – appunto – per facilitare una ricostruzione dell’identità in luoghi stranieri; in proposito, l’idea è anche quella di provare a incontrare tradizioni gratronomiche dei Paesi di origine. Punto di partenza: coltivare specie che in tali Paesi si consumano abitualmente, ovviamente tenendo conto della reali opportunità concesse dalla latitudine e dalla stagione.

 

Ecco come va in concreto questa sperimentazione al corso di agricoltura di Besate:

I ragazzi stanno imparando l’italiano anche grazie al corso di Gina, de “La Tribù”, ma per adesso appare un po’ difficile capirsi con loro sui nomi delle verdure, perché non ne sanno tutti i corrispettivi nella lingua italiana. Allora ci mettiamo a guardare delle fotografie: in questo modo emerge quello che loro conoscono e quello che non conoscono, tra gli ortaggi che io propongo e che sono coltivabili in questa stagione.

Tutti conoscono le zucchine e i fagiolini, che si possono ancora mettere nell’orto e che quindi vengono approvati. Idem per le insalate, ma solo se lattughe dolci (gli italici radicchi rossi li ha assaggiati solo uno di loro); anche i porri e le bietole risultano noti, mentre non credono di aver mai visto verze, broccoli e cavolfiori, pur dichiarandosi favorevoli a coltivarli. Desiderano infatti provare anche cose nuove, che magari piaceranno.

[citato dal blog di sociabusinessworld]