31 marzo

Dal racconto di Sara Petrucci:

D’accordo con Luigi, torno questo pomeriggio a fare visita in Cascina Contina, dove incontro lui e le persone che ho conosciuto la volta scorsa e che si occupano dell’orto e di altri lavori di campagna.

Incontro per caso anche Giovanni e Damiano, che si dicono favorevoli ad un mio intervento di consulenza agronomica per rendere più efficiente l’orto secondo il metodo biologico. Giovanni mi comunica che entro un mese loro intendono recintare la nuova porzione di orto e far venire a lavorare le persone mandate dal comune. Il concetto di fare rete con le altre realtà produttive del territorio lo trova d’accordo.

Resta ancora da capire il destino effettivo dei due ettari di terreno che stanno coltivando dall’anno scorso, e di cui potrò fare domande ad Osea, poiché è lui che se ne occupa.

Luigi e gli altri mi mostrano la piccola serra-semenzaio che hanno costruito dopo il mio suggerimento della volta scorsa, per produrre le piantine e risparmiare così dei soldi sull’acquisto. Suggerisco loro di spostare la piccola struttura in una posizione meglio soleggiata.

Nei giorni scorsi alcuni di loro hanno già seminato negli alveoli alcune piantine di peperoncino, che possono essere messe lì dentro, ed insieme ci dedichiamo alla semina di altre specie, così mostro loro alcuni trucchi per fare meglio.

Poi insieme ci dedichiamo alla semina nell’orto di varie file di bietole da taglio (erbette) e offro suggerimenti su come dosare al meglio la quantità di seme.

Infine ci mettiamo seduti a parlare e a stilare una lista della spesa per l’orto: quali semi e quali piantine acquistare e altro materiale che può essere utile procurarsi. L’idea è quella di rendere sempre più efficiente e produttivo l’orto, seguendo però i principi dell’agricoltura biologica applicati bene e con una buona organizzazione.

La comunità può divenire molto più autosufficiente per l’approvvigionamento di verdure e poterne fornire anche al proprio ristorante. Forse potrebbe essere utile capire che cosa il ristorante richiede maggiormente al fine di fare una programmazione ad hoc sull’appezzamento nuovo. Inoltre, non è escluso che il nuovo appezzamento di orto possa anche produrre eccedenze da mettere in rete.