23 marzo

Dal racconto di Sara Petrucci:

Torno in Cascina Contina su appuntamento con Luigi, la persona che qui si occupa, tra le varie mansioni, delle attività di orticoltura.

Dapprima lui mi mostra i due orti: quello all’interno della cascina, che è stato lavorato e su cui loro coltiveranno molte verdure come ogni anno, e quello esterno, che ospita già molte cipolle, ma anche insalate e piselli appena nati. Mi spiega che il primo terreno presenta qualche difficoltà di difficile sgrondo delle acque piovane, motivo per cui Luigi e gli altri che vi lavorano hanno scavato dei bei vialetti con la funzione di camminamenti, ma soprattutto di canali.

La mia visita di oggi ha anche come obiettivo la mia presentazione alle persone della comunità che lavorano in cascina anche nell’orto. E infatti ci sediamo attorno ad un tavolo con alcuni di loro, a cui presento e spiego che per il progetto Terra e Cibo posso venire a trovarli spesso per dare loro una mano sulle attività di orticoltura, soprattutto suggerimenti su come coltivare nel modo più eco-compatibile possibile ed efficiente.

Anche loro si presentano a me:

Maurizio 1: originario di Gorgonzola, viveva in una cascina in cui suo padre coltivava. Ma all’epoca era un ragazzino, non era interessato alle coltivazioni, aveva altro per la testa!

Maurizio 2: Anche lui proviene dal mondo agricolo e in particolare da un allevamento di vacche da latte con coltivazioni di mais. Dice che i lavori di campagna non gli pesano, anzi, li svolge volentieri, non sembrano neanche faticosi.

Ivan: Da circa 12 anni vive in cascina Contina e tra alti e bassi si occupa anche dell’orto. Le cipolle, per esempio, le ha in parte pulite lui dall’erba in questi giorni mediante un sarchiatore.

Gigi: proviene da altri mondi lavorativi, ma l’orto gli sta piacendo: vedere crescere le piantine lo fa affezionare, si rende conto che è bello.

Tutti sembrano accogliere volentieri la possibilità della mia collaborazione e gradirebbero consigli su come coltivare meglio.

Chiacchieriamo quindi a ruota libera sulle verdure e le varie possibilità, e vengono fuori alcune idee:

Le carote davvero sono impossibili da coltivare su questi terreni? Proviamo a seminarne una fila. Esistono i fagiolini viola, lo sapevate?

Perché non fare il pesto con la rucola quando ce ne è tanta nell’orto e rischia di andare a male perché nessuno ha più voglia di mangiarla?

I pidocchi? Sapete che col semplice sapone di marsiglia naturale, sciolto in acqua, si combattono?

Perché non fare un mini semenzaio fatto come le librerie, a scaffali e coperto di telo trasparente? Potrebbe portare ad un risparmio di soldi in piantine.

Comunque la conduzione dell’orto presenta già caratteri di eco-compatibilità in quanto vi non viene utilizzato alcun prodotto chimico, il fertilizzante è organico e proviene dagli animali presenti in cascina e Luigi apprezza il concetto di rotazioni.

Ancora non ci sono notizie dal comune di Rosate sui nuovi inserimenti lavorativi da destinare al nuovo pezzo di orto, ma Luigi vuole comunque iniziare a coltivare anche quello. Sarebbe interessante mettere tante zucche: servirebbero anche per il ristorante.

Ricordo loro il suggerimento di acquistare, in futuro, verdure locali per la loro mensa, nei periodi in cui l’orto non offre più niente, in alternativa quelle della grande distribuzione, in quanto questo è uno degli obiettivi del progetto: entrare a far parte di una rete di produttori dell’abbiatense, se non come venditori almeno come acquirenti.

Tutti loro si dichiarano d’accordo sui benefici per tutti nel ridurre l’inquinamento da trasporto su gomma del cibo, e anche sulla freschezza di ortaggi che provengono da vicino, nonché sul fare rete con altri produttori del territorio.