L’ABC dell’orto eco-compatibile

A cura di Sara Petrucci, Dottore Agronomo

 

Coltivare un orto per il consumo proprio e della propria famiglia è una pratica ormai comune, perché ritenuta sana, benefica e molto educativa. E’ vero che per ottenere un buon raccolto servono un minimo di conoscenza tecnica e una certa costanza nell’impegno, ma la natura di solito poi è generosa e ripaga dalle fatiche. Chi è fortunato e dispone di un piccolo pezzo di terra può quindi iniziare a coltivare anche senza esperienza, e chi ha comunque un balcone non si scoraggi e coltivi anche su quello!

 

Il terreno e le lavorazioni

Quando si parla di orto bisognerebbe sempre partire dal terreno, che non è un semplice substrato meccanico, ma una realtà viva e dinamica, contenente miliardi di esseri viventi visibili ed invisibili ad occhio nudo. Una coltivazione eco-compatibile pertanto mira a proteggere la vita presente nel suolo anche attraverso corrette lavorazioni. Solitamente l’attrezzo base per coltivare l’orto è la vanga, che si usa piantandola in profondità e tagliando una “fetta” di terra per poi rigirarla. Ma questa operazione provoca uno stravolgimento negli strati di terreno e della vita in esso contenuti, motivo per cui, ove possibile, si può sostituire la vanga con la forca foraterra, che allenta comunque il terreno in profondità ma rispettandone gli strati nel loro ordine naturale.

Dopo l’uso della forca, o della vanga se ritenuto proprio necessario (come nei terreni pesanti, argillosi), si procede zappando per affinare le zolle, creando aiuole rialzate, meglio se con orientamento nord-sud per una migliore ottimizzazione della luce solare. Si rastrella pareggiando e formando così un buon letto di semina.

 

Il compost

Il compost è il fertilizzante più ecologico ed economico, creato a partire dagli scarti organici della nostra cucina e dell’orto stesso.

È sufficiente uno spazio di circa 1 metro cubo per un buon compost e lo si può formare senza necessariamente avere una compostiera ma anche solo dei bancali di delimitazione. Ma va benissimo anche un cumulo libero a sezione di parallelepipedo.

Il compostaggio è un processo biologico che avviene per opera di numerosi microrganismi aerobici (che vivono in presenza di ossigeno), e consiste nella trasformazione di tutta la sostanza organica di partenza in un materiale scuro, uniforme, dall’odore neutro.

Per un corretto svolgimento del processo è necessario il verificarsi di 3 fattori:

  • Adeguata circolazione di aria
  • Temperature idonee
  • Umidità sufficiente

È buona norma pertanto tenere il compost arieggiato, senza che si compatti: il compattamento non fa circolare adeguatamente l’aria, con conseguenti marcescenze e cattivi odori. Per questo motivo, il cumulo è bene che non abbia un’altezza eccessiva (non superare 1, 5 metri circa). Ogni tanto può essere utile rivoltarlo con la forca.

In primavera-estate, con temperature miti e calde, il compostaggio va avanti più velocemente che in inverno.

L’acqua è necessaria per la vita dei microorganismi che svolgono il processo, pertanto il cumulo non deve seccare troppo in estate (lo si può annaffiare).

Il compost è pronto dopo circa 6-9 mesi e lo si distribuisce al terreno incorporandolo nei primi strati durante le lavorazioni in quantità di circa 3-5 kg al mq.

 

Che cosa si può mettere nel cumulo Che cosa non si può mettere
Bucce di frutta, puliture di verdura Tutto ciò che è inorganico (plastica, metallo…)
Fondi di caffè, bustine di tè Avanzi di carne (attirano mosche e cattivi odori)
Gusci di uova Avanzi di pesce (come per carne)
Carta umida di cucina Avanzi di cibi cotti e untuosi (solo con moderazione)
Residui delle colture dell’orto Erbe infestanti aggressive come gramigna (solo se ben secche)
Residui sminuzzati di potatura Parti di piante malate
Erbe infestanti (meglio se non salite a seme)
Terriccio esaurito da vasi o alveoli
Paglia
Foglie
Segatura (si decompone lentamente, da mettere con moderazione)

 

I materiali sono di diversa natura e di non uniforme velocità a decomporsi: è ideale mescolare bene materiali più “carboniosi”, lenti a decomporsi, come paglia, foglie, segature, a materiali più “azotati”, veloci a decomporsi come avanzi di cibo, parti verdi di piante.

 

Altri fertilizzanti eco-compatibili
Organici Minerali
Letame (bovino,suino, equino, pollina) Farine di roccia
Letame disidratato (stallatico pellettato) Fosforiti (farinedi rocce sedimentarie, contenti molto fosforo)
Cornunghia (fornisce elementi a lenta cessione) Patentkali sale di potassio e magnesio, di estrazione da giacimenti)
Farina di sangue(cede azoto prontamente) Scorie Thomas:sottoprodotto della siderurgia, apporta fosforo.
Cenere di legna (apporta potassio e calcio, mada usare conmoderazione)
Macerati di piante (es. ortiche): 1 kg di pianta in 10 l di acqua, 1 settimana di macerazione e poi usare diluito 1:10 per irrigare fertilizzando. Apporta azoto e ferro

 

I fertilizzanti chimici sono sali che forniscono immediato nutrimento alla pianta, ma anche in quantità superiore al fabbisogno. Possono lasciare residui nel terreno e nella falda e non nutrono per niente i microorganismi del terreno.

 

La biodiversità nell’orto e sul balcone

In un orto eco-compatibile, anche in funzione di prevenire attacchi eccessivi ed indesiderati di malattie e parassiti, è importante favorire la biodiversità, ovvero la presenza di quante più specie vegetali possibili, e la convivenza pacifica con gli animali, dannosi e non, partendo dal presupposto che tutto ha il proprio ruolo nella natura.

  • La biodiversità in un orto si sviluppa attraverso:
  • Le rotazioni delle colture
  • Le consociazioni
  • La presenza di erbe aromatiche, fiori, cespugli, siepi

 

Le rotazioni delle colture

Per rotazioni si intende l’alternanza di colture diverse sullo stesso appezzamento di terreno, per evitare il fenomeno della stanchezza del terreno (la perdita progressiva di produzione al perpetuarsi della stessa coltura in quel luogo) e per interrompere il ciclo di sviluppo di parassiti e agenti di malattie.

Si consiglia di considerare le famiglie botaniche di appartenenza dei diversi ortaggi, e di impostare le rotazioni cercando di non tornare a coltivare, per 3 cicli colturali consecutivi, non solo la stessa specie, ma neanche specie appartenenti alla stessa famiglia botanica.

 

Le famiglie botaniche dei più comuni ortaggi Ortaggi che vi appartengono
Asteracee o composite Insalate (lattughe e cicorie), cardi, carciofi, topinambur
Chenopodiacee Spinaci, bietole (coste e erbette), barbabietole rosse
Brassicacee o crucifere Tutti i cavoli, rape, rucola, ravanelli, crescione
Cucurbitacee Zucche, zucchine, cetrioli, meloni, angurie
Labiate Molte aromatiche: basilico, rosmarino, salvia…
Liliacee Aglio, cipolla, porro, scalogno, asparago
(poliennale)
Solanacee Pomodori, patate, melanzane, peperoni dolci e piccanti
Ombrellifere Carote, sedano, finocchi, prezzemolo e aromatiche come aneto
Leguminose Piselli, fagioli e fagiolini, fave
Valerianacee Valeriana

 

Le consociazioni

Consistono nel coltivare ortaggi diversi sulla stessa aiuola, in file alternate, al fine di sfruttare la reciproca “simpatia” che molti ortaggi hanno tra di loro e la reciproca protezione da parassiti che possono svolgere l’uno verso l’altro (es: la mosca della carota allontanata dalla vicinanza della cipolla e la mosca della cipolla allontanata dalla presenza della carota) grazie ad aromi ed essudati radicali che emettono.

Le consociazioni permettono anche di sfruttare meglio gli spazi a disposizione nell’orto o nei vasi e nelle cassette sul balcone.

Ci sono consociazioni colturali favorevoli ed altre non favorevoli, nei casi in cui le due piante non sono gradite l’una all’altra (es. pomodoro e finocchio).

 

La presenza di erbe aromatiche, fiori, cespugli, siepi

Sono tutti elementi che possono offrire comunque delle valide produzioni, e che hanno la funzione di favorire la presenza di insetti o altri animali utili (impollinatori o antagonisti di insetti dannosi). Esempi:

  • Il tagete allontana molti nematodi (minuscoli vermicelli) dannosi;
  • Il nasturzio allontana gli afidi;
  • Salvia, menta e timo allontanano la mosca del cavolo e la cavolaia;
  • Siepi e cespugli favoriscono la presenza di ricci, che si cibano di lumache
  • Le cosmee e le zinnie sono visitatissime dalle api (che impollineranno anche le zucche e le zucchine)

Molti fiori sono annuali, come tagete, calendula, zinnia, cosmea. Si possono coltivare ovunque sulle aiuole dedicate ad ortaggi.

Molte altre essenze, come aromatiche o cespugli ornamentali, sono perenni, e pertanto può essere importante progettarne adeguatamente la presenza, per esempio dedicando loro un’aiuola centrale nell’orto, magari rotonda, o tutte le bordure esterne.

 

La difesa verso malattie e parassiti

Anche per l’orto è valido il detto “prevenire è meglio che curare”!

L’adozione delle pratiche sopra descritte è già una forma di prevenzione, in quanto concorre ad instaurare un ambiente sano ed in grado di autoregolarsi. Altre forme di prevenzione sono:

  • non eccedere con le concimazioni azotate: troppo azoto rende i tessuti vegetali spugnosi e attaccabili da afidi (pidocchi) e malattie fungine;
  • preferire i sistemi di irrigazione che non bagnano le foglie e i fusti (es. irrigazione a goccia);
  • arieggiare serre e tunnellini nelle ore calde, per evitare all’interno quel caldo-umido ideale per lo sviluppo di malattie fungine;
  • preferire varietà precoci per fuggire al periodo di volo di insetti dannosi (es: le varietà precoci di patate sono preservate dalla dorifora).

 

Prodotti eco-compatibili per la difesa
NB: leggere attentamente le etichette delle confezioni per l’uso
Parassiti o malattie che controllano
Sapone di marsiglia sciolto in acqua Afidi o pidocchi
Macerato di aglio Afidi e acari (ragnetto rosso e giallo)
Estratto di ortica (di 12-24 h) Afidi (spruzzare su piante non diluito)
Estratto di peperoncino piccante Afidi
Macerato di equiseto Rinforzante per prevenire malattie fungine
Bicarbonato di sodio Oidio o mal bianco
Zolfo Oidio o mal bianco
Sali di rame (poltiglia bordolese, ossicloruri…) Molte malattie fungine (peronospora, alternaria, ticchiolatura, septriosi…)
Piretro Moltin insetti dannosi
Bacillus thuringiensis Per cavolaia e altri lepidotteri; altro ceppo per dorifora della patata
Preparati a base di funghi entomoparassiti ecc. Alcuni insetti dannosi
Trappole alla birra lumache
Ferramol lumache
Cenere di legna sparsa attorno a piantine o aiuole lumache

Le erbe infestanti

Le erbe spontanee sono definite infestanti perché, come si intuisce, sottraggono spazio, acqua, aria ed elementi nutritivi alle colture che noi abbiamo deciso che devono essere in quel determinato luogo.

Lo sviluppo delle infestanti si può contenere mediante:

  • sarchiature (zappando tra le file)
  • scerbature manuali (il metodo più classico in un piccolo orto)
  • falsa semina: si lavora il terreno e si irriga senza seminare, si attende la nascita delle erbe e poi si estirpano;
  • pacciamatura: copertura del terreno (spazi vuoti) con materiali di diverso tipo, come paglia, erba falciata e parzialmente appassita, foglie, teli neri di amido di mais, al fine di soffocare le erbe spontanee nascenti.

Molte erbe spontanee sono tuttavia commestibili: il farinaccio, o chenopodio, l’ortica, il tarassaco, la borsa del pastore, l’amaranto, la portulaca ecc.

 

Periodo di semina, trapianto e raccolto dei più comuni ortaggi
Ortaggio Semina in Modalità Semina in Trapianto Raccolto
campo semenzaio
Aglio Febbraio e/o
Ottobre
-Novembre
Interrare gli spicchi, a distanze
10-12 cm
Giugno-Luglio
Bietole da coste Marzo- Agosto Aprile- Settmbre, piantine distanti
30-40 cm
Maggio- Novembre
Bietole da taglio
(erbette)
Marzo-Settembre A file distanti 30 cm circa Marzo-Agosto Ciuffi di 3-4 piantine in ogni alveolo Aprile-Settembre Aprile-Novembre
Carote Marzo-Giugno A file distanti 25-
30 cm. Diradamento
Maggio-Settembre
Cavoli Giugno-Luglio Luglio- Agosto Autunno-inverno
Cipolla Dorata: Febbraio Rossa e bianca: Settembre Dorata: aprile- maggio
Rossa e bianca:
Novembre
Dorata: Luglio- Agosto
Rossa e bianca:
Marzo-Maggio.
Cetriolo Marzo Maggio estate-novembre
Fagiolo e fagiolino Aprile-Luglio

File distanti 50 cm per nani, 1 m per rampicanti

Giugno-Ottobre
Fava Febbraio- Marzo

A “postarelle” o a file distanti 50 cm circa

Maggio-Giugno
Finocchio Giugno-Luglio Agosto, piantine distanti 30-40 cm Ottobre- Novembre
Lattughe da cespo Var. da taglio File distanti 25 cm Var. da cespo. Da Marzo Da aprile, piantine distanti 25-30 cm Da Aprile-Maggio
Melanzana Marzo Maggio Estate-Novembre
Peperone Marzo Maggio Estate-Novembre
Patata Marzo- Aprile

Tuberi seme interrati a 10 cm, distanze 30x 80 cm

Luglio-Settembre
Pomodoro Marzo Fine aprile
-maggio
Estate-Novembre
Pisello Febbraio-Marzo

File distanti 50 cm se nano, 1 m se rampicante

Maggio-Giugno
Porro Da Febbraio Da Maggio Dall’estate
Sedano Marzo Aprile-Maggio Estate-autunno
Spinacio Da Febbraio e da fine Agosto Spaglio o file Aprile e
Settembre-Ottobre
Zucca Aprile postarelle Marzo Maggio Agosto-Settembre
Zucchina Da Aprile postarelle Marzo-Luglio Aprile-Giugno Da fine Maggio

 

 

…..E sul balcone

Purtroppo spesso lo spazio a disposizone e la luce si rivelano come i fattori limitanti per la coltivazione sul balcone, ma non bisogna mai demordere: anche pochi metri quadrati di coltivazione in vaso possono donarci allegria e soddisfazioni.

L’esposizione è un fattore importante per indicarci le ore di illuminazione che le nostre piante riceveranno, ma lo è anche la tipologia del balcone. Per esempio, è preferibile che la delimitazione sia una ringhiera piuttosto che un muretto, e che l’esposizione sia a sud-est o sud-ovest.

 

I contenitori

Oltre ai classici vasi, da tempo si sta diffondendo la possibilità di utilizzare cassoni o anche solo le cassette della frutta, che si possono raccogliere anche gratuitamente alla fine di una giornata di mercato. Queste dovrebbero essere opportunamente foderate al loro interno da teli plastificati forati, o da tessuto-non tessuto, o anche da juta. Le cassette possono essere sistemate attigue l’una all’altra senza sprechi di spazio, ma se preferiamo optare per la semplice comodità offerta dai vasi, le soluzioni sono molte, anche per sfruttare la verticalità.

Se invece del balcone possiamo utilizzare un cortile, ovvero uno spazio senza terra ma più ampio, si possono creare aiuole rialzate delimitate da assi di legno o bancali recuperati. Si tratta di un’idea molto diffusa ormai, e dai risultati interessanti.

 

Il substrato

L’acquisto del normale terriccio universale è forse la soluzione più rispondente al contesto tipicamente urbano, in cui si abita ai piani alti di un condominio e si trasporta necessariamente il materiale in ascensore,. Tuttavia, benché abbia risvolti meno pratici, sarebbe preferibile integrare questo substrato con vera terra di giardino o di campagna, e da compost.

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