Patti di rete

Tra gli obiettivi chiave di Terra e Cibo c’è quello di stipulare patti di rete tra agricoltori, consumatori, PAL, soprattutto nell’ottica di promuovere filiere agroalimentari davvero sostenibili, possibilmente biologiche.

Ovviamente le linee di intervento possibili sono molteplici, ma alcune rappresentano dei passi quasi obbligatori.

Nella zona di Abbiategrasso, qualunque percorso di cambiamento interno – finalizzato a meglio fronteggiare i cambiamenti esterni – non può non partire dalle storiche coltivazioni dominanti: quelle stesse che hanno fatto la fortuna del fertile territorio e che ne hanno determinato – nel bene e nel male – lo spirito e l’organizzazione.

Inevitabile e spontanea viene quindi la valutazione del panorama risicolo perché (con buon pace degli adagi latini) il riso abbonda in modo quasi proverbiale nelle campagne dell’Abbiatense.

Dalle rilevazioni ufficiali condotte tra i contadini, ma anche nelle consuete conversazioni con loro, emerge la convizione diffusa che per le coltivazioni maggiori non esistano alternative economicamente convenienti: come dire, il biologico va bene forse per prodotti di nicchia, ma per chi deve produrre massicciamente e confrontarsi con il mercato attuale è un suicidio smettere di produrre cereali tradizionali – riso in primis – con i tradizionali metodi aggressivi.

Così Terra e Cibo ha colto al volo le opportunità di alcuni risultati del progetto SELS, verso nuovi Sistemi di Economia Locale Sostenibile, promosso da Forum Cooperazione e Tecnologia e cofinanziato da Fondazione Cariplo, centrato sul Parco Agricolo Sud Milano ma ricco di sviluppi anche nel Parco del Ticino, proprio nei territori di Terra e Cibo. Tale progetto aveva consentito di pensare e realizzare un intervento di formazione e supporto per la produzione di riso biologico, che ha coinvolto un gruppo di risicoltori interessati a innovare i propri metodi di coltivazione.

 



Il Patto per la nuova Filiera sostenibile del riso

Attraverso l’attività di Sara Petrucci presso la Cascina Gambarina, si è allargato il circuito dei coltivatori direttamente nella produzione di riso biologico ad Abbiategrasso. E attraverso un lavoro di network mirato si è intanto organizzata una collaborazione con il consorzio Dinamo per la sua distribuzione sperimentale.

Insomma, è stata avviata la costruzione della filiera del riso biologico, comprensiva di trasformazione e logistica, collaborando anche con alcuni Comuni del PASM e del Parco del Ticino. L’obiettivo è quello di Terra e Cibo: integrare i rapporti diretti tra produttori e consumatori, favorendo lo sviluppo di un’economia locale solidale e sostenibile.

Ma non è sufficiente stimolare la produzione: il Forum Cooperazione e Tecnologia, il DESR-PASM (Distretto economia solidale rurale del Parco Agricolo Sud Milano), il Consorzio DiNAMo (Distretto Neorurale delle Tre Acque di Milano), con una prima dichiarazione d’interesse di RES Lombardia (una rete dell’Economia Solidale basata sulle relazioni, sulla sostenibilità sociale ed ambientale), si stanno impegnando per promuovere questo processo di innovazione agricola, economica e ambientale contribuendo a incrementare il consumo di riso biologico del territorio.
La prima nuova produzione, appena raccolta, è delle Cascina Gambarina e Cascina Fraschina ad Abbiategrasso. Questa esperienza di conversione agricola svolge anche la funzione di palestra condivisa per il gruppo di agricoltori coinvolti nel percorso di sperimentazione per la produzione del riso biologico.
 Il primo raccolto di riso Arborio è proposto nelle versioni integrale o semilavorato, con prezzi realmente competitivi rispetto a quello tradizionale e si presenta con il marchio DiNAMo e con l’indicazione del produttore e del luogo di produzione. 
”Per chi ama la spesa a chilometro zero, apprezza il bio, e vuole conoscere il sapore del vero riso, la nuova filiera è la risposta alle sue esigenze -spiega Vincenzo Vasciaveo, responsabile relazione esterne DESR-PASM-. Non è facile convincere gli agricoltori a cambiare mentalità, ma un esempio di agricoltore che fino a qualche tempo fa coltivava riso tradizionale viene da Marco Cuneo di Abbiategrasso, che oggi dedica 8 ettari alla coltivazione del riso biologico. E come lui, fortunatamente, altri stanno ripensando il loro modo di coltivare nel rispetto dell’ambiente e della salute”.

Terra e Cibo ha iniziato subito a promuovere questo risultato attraverso comunicazioni ed eventi, a partire dalla risottata in Colonia Enrichetta, che ha fatto da spunto chiave per una giornata molto intensa su varie tematiche di sostenibilità.

Da lì, il successo del riso biologico della Gambarina è stato inarrestabile, con distribuzione collegata escluisivamente ai circuiti di collaborazione diretta: il prodotto è andato esaurito in pochi mesi, sostenendo il piano di continuanzione dell’attività.

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